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Stampa 3D nella nautica: da giocattolo per prototipi a pezzo che va a bordo

L’industria nautica è quasi il caso perfetto per la manifattura additiva: serie piccole, forte personalizzazione e pezzi che nessuno produce a milioni. L’italiana Superfici è stata tra le prime a prenderlo sul serio.

agosto 2026

Volante nautico stampato in 3D con struttura traforata e display multifunzione al centro
Volante stampato in 3D con display Raymarine integrato nella struttura stessa, presentato da Superfici. Foto: Mundo Mar

Per molto tempo l’industria ha trattato la stampa 3D come uno strumento da mock-up. Serviva a vedere il pezzo prima di far produrre il pezzo vero.

Quella fase è finita. Oggi ci sono componenti stampati che lavorano a bordo, in ambiente salino, sotto carico strutturale ed esposizione solare. E il settore nautico è tra quelli che hanno più da guadagnarci, per una ragione che quasi nessuno enuncia con chiarezza.

Perché la nautica è il caso perfetto

La logica industriale classica è semplice: più grande è la serie, più economico è il pezzo. Uno stampo a iniezione costa caro, ma si distribuisce su centomila unità.

La nautica però non funziona così. Un cantiere produce decine o poche centinaia di unità di un modello, spesso con layout diverso su ogni barca, perché il cliente lo chiede. È lo scenario peggiore per lo stampo e il migliore per la manifattura additiva.

Aggiungiamo la natura del prodotto. Una barca ha centinaia di pezzi piccoli e specifici: staffe, condotti, coperchi, console, tappi, finiture, basi per strumenti. Nessuno di essi giustifica un’attrezzatura dedicata, e tutti costano cari proprio per questo.

C’è poi il peso. Su un’imbarcazione ogni chilo risparmiato è prestazione o autonomia. La stampa 3D consente geometrie cave e strutture interne che l’asportazione di truciolo e l’iniezione semplicemente non riescono a produrre.

La console che ha dimostrato il punto

La dimostrazione più chiara è arrivata al Seatec, la fiera italiana di tecnologia nautica di Carrara.

Superfici, azienda nata nel 2016 in Liguria e con sede a La Spezia, ha presentato nel 2019 una console di comando completa stampata in 3D, sviluppata in collaborazione con il cantiere Sacs Marine per il modello Sacs Strider 700.

Non era un oggetto dimostrativo. La console misurava 97 centimetri di lunghezza, 70 di altezza e 90 di profondità, per circa 25 chili, con display Raymarine Axiom da 12 pollici e impianto audio Hertz Marine già integrati nella struttura.

La tecnologia impiegata è la FDM, modellazione a deposizione fusa, con un materiale plastico ad alta velocità di stampa. L’azienda si presenta come una delle poche al mondo in grado di stampare un’intera console per imbarcazioni.

Il lavoro ha ottenuto tre riconoscimenti in quell’edizione: l’Innovative Design Technology Award 2019 di ADI Toscana, la vittoria nella Startup Arena elevator pitch competition e una menzione speciale al Qualitec Technology Award.

Integrare invece di assemblare

Il dettaglio più interessante della console non è che sia stata stampata. È che sia stata stampata intera.

Una plancia convenzionale è un assieme: struttura, rivestimento, tagli, staffe per gli strumenti, passaggi cavi, fissaggi. Ogni voce ha un fornitore, un tempo di consegna, una tolleranza e un passaggio di montaggio.

Quando il pezzo esce dalla stampante con tutto questo incorporato nella propria geometria, sparisce un’intera catena di sottoassemblaggio. Meno viti, meno punti di infiltrazione, meno ore di manodopera, meno rischio di errore in linea.

È questo il salto che separa la stampa 3D da prototipo dalla stampa 3D di produzione.

Il pezzo che non esiste più

C’è una seconda applicazione, meno appariscente e forse più preziosa nel quotidiano: la ricambistica.

Una barca dura decenni. Un fornitore di componenti non sempre. Chi cura un’imbarcazione di vent’anni conosce bene la situazione: serve un pezzo che nessuno produce più, per un modello fuori produzione, di un’azienda che forse non esiste nemmeno.

È esattamente qui che entrano la scansione 3D e l’ingegneria inversa, due servizi che Superfici offre insieme alla stampa. Si digitalizza il pezzo rotto, si corregge la geometria e si stampa un’unità. Una sola.

Per un marina, un cantiere di riparazione o una flotta a noleggio, questo significa disponibilità dell’imbarcazione. Una barca ferma in attesa di un pezzo è una perdita diretta.

Che cosa cambia per il cantiere brasiliano

Il Brasile ha un’industria nautica che opera esattamente nelle condizioni in cui la manifattura additiva rende di più: serie corte, alto grado di personalizzazione e dipendenza da componenti importati.

Quest’ultimo punto merita attenzione. Buona parte del costo e dei tempi di un progetto brasiliano deriva da pezzi che arrivano dall’estero, con cambio, trasporto e attesa incorporati. Una quota di questi pezzi è tecnicamente stampabile in loco.

Non si tratta di sostituire tutto. Scafo, motore e sistemi strutturali restano dove sono. Ma l’universo di staffe, finiture, basi, condotti e componenti d’arredo è ampio, ed è proprio lì che la stampa 3D è già matura.

Superfici, del resto, non vende solo pezzi. Vende anche stampanti, assistenza e formazione sulla manifattura digitale. È un modello di business che ha senso per chi vuole portare la tecnologia dentro il proprio cantiere invece di affidare all’esterno ogni componente.

Una tecnologia maturata senza clamore

Il Blue Tech Radar segue le tecnologie che stanno trasformando l’Economia del Mare. La stampa 3D è un caso curioso, perché ha già attraversato l’intero ciclo dell’hype.

È stata novità assoluta, è diventata promessa esagerata, ha deluso chi si aspettava di fabbricare qualsiasi cosa in casa e poi è sparita dai titoli. Mentre spariva dai titoli, è diventata buona.

I materiali sono migliorati, la velocità di stampa è aumentata, i software di ottimizzazione topologica sono diventati accessibili e il costo per pezzo è sceso. Oggi la discussione non è più se si può stampare. È quali pezzi conviene stampare.

Aziende come Superfici sono utili proprio perché hanno attraversato tutto quel periodo. Hanno iniziato quando la tecnologia era ancora guardata con diffidenza nel settore nautico e sono arrivate fin qui con pezzi che lavorano a bordo.

È questo il tipo di percorso che il Blue Nautical Hub Brasil vuole portare dentro la fiera: tecnologia già uscita dal laboratorio e pronta a parlare con chi costruisce barche.

Blue Tech | Superfici in numeri

Azienda: Superfici S.c.r.l., fondata nel 2016 in Liguria, con sede a La Spezia, Italia. Tecnologia: FDM, modellazione a deposizione fusa, con materiali di produzione italiana. Servizi: componenti di bordo, modelli in scala, prototipi, scansione 3D, ingegneria inversa, rivendita e assistenza di stampanti e formazione sulla manifattura digitale. Console presentata al Seatec 2019 con Sacs Marine per il Sacs Strider 700: 97 cm di lunghezza, 70 cm di altezza, 90 cm di profondità e circa 25 kg, con display Raymarine Axiom da 12 pollici e audio Hertz Marine integrati. Riconoscimenti nel 2019: Innovative Design Technology Award di ADI Toscana, Startup Arena elevator pitch competition e menzione speciale al Qualitec Technology Award.

Articolo Blue Nautical Hub Brasil, con informazioni di Superfici e della copertura del programma Mundo Mar, che ha intervistato l’azienda in due occasioni.

Modello in scala di uno yacht bianco realizzato con stampa 3D
Modello in scala di uno yacht realizzato con stampa 3D, uno dei servizi di Superfici per cantieri e studi di progettazione. Immagine: Superfici